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Alessandro
Leadership sostenibili
Risorse Umane
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Abbiamo intervistato Marco Rossi, HR Talent Manager di ABB, che ci ha raccontato la sua visione per una leadership sostenibile.

Nome: Marco
Cognome: Rossi
Professione: HR Talent Manager
Azienda: ABB
Da quanti anni lavori: 35
Qual è il tuo titolo di studio: Laurea in Scienze Politiche

Con questo articolo avviamo alcuni speciali dedicati alla sostenibilità ambientale promossi dalla tua azienda, ABB. Perché un focus su questo tema si inserisce bene, a tuo parere, in un programma educativo dedicato all’imprenditorialità giovanile? Operare in modo sostenibile significa coniugare un corretto bilanciamento tra il necessario risultato economico e l’attenzione all’ambiente e al contesto sociale. Solo rispettando questi criteri un’azienda produce benefici per sé e per tutti i suoi stakeholder, lasciando un impatto positivo per il futuro. Crediamo sia fondamentale insegnare ai giovani ad applicare questi criteri anche nelle loro future attività professionali, qualunque potrà essere il loro ruolo. Ecco perché, da quest’anno, abbiamo deciso di contribuire ad arricchire il programma “Impresa in azione” di nuovi contenuti e nuove iniziative su questo tema.

In tanti parlano ormai di “sostenibilità ambientale”. Se avessi davanti a te uno studente di 17 anni, come gliela spiegheresti? Se avessi davanti un ragazzo giovane gli direi di non partire solo dalle grandissime questioni ambientali, ma di partire dalla sua realtà, dalla sua vita quotidiana. Deve pensare ad agire avendo presente questo principio e farlo per le persone che sono a lui più vicine. Tutto ciò che ognuno di noi riesce a usare in modo attento e sostenibile non è un vantaggio del singolo ma è un vantaggio per tutti.

Di professione sei “HR Talent Manager”, puoi spiegarci meglio di cosa ti occupi? Io mi occupo di Formazione e Sviluppo. Questo significa capire e rispondere al bisogno formativo, per far sì che azienda e dipendenti abbiano le competenze adeguate per poter rispondere e affrontar meglio le sfide che il loro ruolo professionale e il business in generale propone.

Quali sono le soddisfazioni e quali le sfide più significative del tuo lavoro? Di sfide, nel mio lavoro, ce ne sono molte. La sfida sicuramente più grande è quella di contribuire alla crescita dell’azienda attraverso i piani di formazione: individuare ciò che è importante che le persone apprendano per migliorare la produttività del loro lavoro. La maggiore soddisfazione si ha quando le persone riconoscono di aver partecipato a un momento di formazione e sviluppo a loro utile.

A tuo parere, quali sono le caratteristiche per poter essere definito un “talento” nel mondo del lavoro? Sicuramente una buona caratteristica è la consapevolezza dei propri punti di forza e le proprie aree di miglioramento. Tutti noi abbiamo sia gli uni che gli altri e quando li si sa riconoscere è già un primo passo. È necessario, dunque, osservare noi stessi “in azione” e anche chiedendo dei feedback agli altri. Un altro aspetto è quello di essere disponibili a lavorare su di sé, che vuol dire rafforzare e utilizzare al meglio i propri punti di forza e migliorare, invece, le proprie aree deboli. Più precisamente, dal punto di vista aziendale, le caratteristiche fondamentali per poter essere considerato un talento è sicuramente la performance, cioè come una persona opera concretamente giorno dopo giorno. Poi ci sono delle caratteristiche che determinano anche i criteri di selezione dall’esterno come ad esempio:

  • La facilità ad apprendere
  • La capacità di pensare oltre l’immediato
  • La capacità di valorizzare ciò che gli altri dicono e pensano
  • Non avere paura del cambiamento, sfidarsi a cambiare ciò che è consolidato
  • Il desiderio di crescere, una sana ambizione personale

Tutti i dipendenti, se adeguatamente formati, possono diventare dei leader? Innanzitutto c’è da dire che ci sono modalità diverse di essere leader, non c’è un modello unico. Non pensiamo al leader come a una persona che si impone e trascina gli altri. Leader è colui che è capace di tenere insieme un gruppo, non necessariamente di guidarlo. È colui che diventa il “collante” del gruppo. Ci sono molte caratteristiche che fanno di una persona un leader ma tutte hanno una cosa in comune: il desiderio di volersi spendere nei confronti degli altri. Un leader fa tesoro delle proprie esperienze; molto spesso sono leader quelle persone che hanno avuto anche degli insuccessi ma che sono serviti loro per maturare.

Tra le competenze che deve avere un leader di successo, si parla anche della capacità di “visione”. Nella pratica, cosa significa? Un leader deve imparare a vedere oltre l’immediato, a capire cosa servirà o meno per il futuro, a capire quali sono le prossime mete da raggiungere. Questo discorso si ricollega molto bene a quello della sostenibilità. Un vero leader sa fare i conti con ciò che in futuro sarà disponibile in misura minore e che occorrerà trattare con maggiore attenzione rispetto a quanto non si faccia al momento. Il vedere oltre, l’avere “visione”, è un misura della sensibilità rispetto all’utilizzo delle risorse.

L’attenzione all’ambiente, che alcuni hanno anche definito “intelligenza ecologica”, può essere a tutti gli effetti considerata una competenza chiave per i lavoratori/leader/talenti di oggi? Ovviamente sì. Non possiamo assolutamente dimenticarci di questo importante aspetto. Non si può non rispettare la Terra in cui viviamo, conservarla bene per noi e per le generazioni che verranno. Un leader è una persona che non pensa solo a sé o alla propria generazione e, quindi, al vantaggio immediato, ma che agisce in modo tale che tutto ciò si trasferisca anche alle generazioni successive. Deve prendere delle decisioni che, magari, sono scomode nell’immediato, ma che saranno vantaggiose per coloro che verranno in futuro. La sensibilità sui temi ambientali ed economicamente sostenibili è assolutamente fondamentale.

Puoi darci i tuoi 5 consigli chiave per un giovane aspirante imprenditore che vorrebbe diventare un vero “ecopreneur” di successo?

1. Utilizza in modo efficiente le risorse a tua disposizione
2. Pensa all’azienda come a un ecosistema, rispetta ogni anello della catena
3. Formula una visione per il futuro, pensa oltre l’immediato
4. Ognuno ha dei talenti, valorizza il contributo di tutti
5. Non avere paura del cambiamento, innova per migliorare



  • jaitalia

    Buongiorno
    Silvana, grazie mille per le tue parole. C’è davvero bisogno di docenti
    che guardano al futuro dei nostri giovani e che siano sensibili alle
    tematiche che affrontiamo, sempre più essenziali nella formazione delle
    giovani generazioni.